Pilota veloce e uomo VERO-nesi

Il secondo Round del Campionato Italiano Lotus Cup Italia si è disputato sul circuito del grande Marco Simoncelli, a Misano Adriatico.

Nella prime prove libere il driver bolognese si conferma nelle posizioni di vertice, navigando al 5° posto; il set-up non è ottimale e il Teammate, Luca Guariso, lavora duramente sulla vettura tutta la giornata; d’altronde è ormai risaputo, Pie è molto pignolo e rigoroso con se stesso e con gli altri; del resto, la perfezione è un’aspetto fondamentale nel Motorsport, ma stare al suo passo non è facile, impone sempre un ritmo forsennato a meccani e tecnici. Un ulteriore aiuto è arrivato in giornata da Alessio Bolzani, che ha affiancato Luca e Jeoshua, ingegnere di pista.

Nelle qualifiche la vettura è migliorata e Veronesi riduce il distacco di 4 decimi in Q1 ottenendo P4 in Q1 e un ottimo P3 in Q2.

Il peggio accade nella notte quando Veronesi dopo una serata in compagnia con la squadra, capisce che fisicamente non sta bene; alle 3:30 il termometro segna febbre a 38.8, Pier è a terra.

Gara 1

Imbottito di farmaci Pier non demorde e decide di affrontare la gara in pessime condizioni fisiche, con la febbre sempre presente.

Lo start è buono e Veronesi attacca, alla prima curva in staccata, Pegoraro, il quale si difende a limite e lo costringe in erba; Pier si accoda ma il brutto arriva alla Curva del Rio dove Morandini lo sperona da dietro alla Curva del Rio, in frenata, riportando danni alla marmitta al posteriore. Baiguera lo affianca e a ruota ruota percorrono curva 6, che spettacolo questa Lotus Cup! Pier ha la meglio e allunga su Baiguera e nelle tornate successive passa Morandi, mentre Nespoli è costretto al ritiro. E’ P3 e Pier inizia a inanellare una serie di giri veloci che lo portano a ridosso di Pegoraro, in seconda posizione, ma una spia rossa di allarme si accende si accende, Pier la nota subito è qualcosa di grave, la temperatura dell’acqua inizia a salire bruscamente. Il bolognese è costretto a un amaro ritiro per la perdita di acqua dal motore. Non ci voleva era un altro podio assicurato.

Col morale a terra, e molta debolezza in corpo Pier si concede una pausa andando in Hotel a riposare, nella speranza che la febbre per Gara 2 lo lasci in pace.

Gara 2

Un colpo di scena a 15 minuti dalla partenza, un nuvola nera incombe sulla pista e  scroscia pesante pioggia. Pier, con lo sguardo attonito, guarda il cielo e pensa tra sè e sé: “Sono nella m..”non tutti forse sanno che il motorino che aziona il tergicristallo della sua Lotus  è infatti  rotto. La pioggia fortunatamente cessa prima dello start e prontamente i meccanici gli puliscono il vetro sullo schieramento, per l’acqua alzata dalle vetture nel giro di formation lap.

La comunicazione nel giro di pista al suo capo macchina è chiara: “Fino a Curva 6 la pista è bagnata poi, è asciutta”. Condizione difficile, quasi impossibile se si pensa che con le slick il grip è quasi nullo sull’acqua.

E’ in queste condizioni che, restando calmi e concentrati, si ottiene il massimo e Pier lo ha dimostrato alla grande. Semaforo rossoooooo via! Le vetture scattano, alla prima curva Pasotti, Nespoli e Veronesi tutti affiancanti. Ma Pier non osa,  in fondo è solo la prima curva di una lunga gara, per ciò si accoda allo svizzero e lo studia da vicino, gli basta pochissimo, esce molto forte dalla curva tramonto e al Curvone lo affianca ad oltre 220 km/h e alla staccata del Carro passa Pasotti, un doppio sorpasso in due curve, è P1.

In testa alla gara conduce prendendo le distanze da Pasotti, sembra un dominio scontato, gira  più veloce di tutti ma poi un’amara sorpresa: la pista si asciuga e Pasotti lo passa, subito dopo è la volta di Nespoli, e anche di Pegoraro, ma che succede Pier?! Nel rettilineo gli altri sembrano avere una marcia in più, la Lotus n. 27 perde invece velocità e una spia rossa lampeggia; Pierluigi chiede aiuto a Luca via radio “Che faccio continuo? Qui rompiamo il motore” nessuno vorrebbe rispondere a quella triste domanda ma Luca con coraggio lo fa è gli intima di andare avanti e di stare calmo, perché Pegoraro ha una penalità da scontare e sarebbe P3,  mancano solo due giri, 32 curve per raggiungere il terzo posto. Col  fiato sospeso, la numero 27 taglia il traguardo, e con un filo di voce:”Ce l’abbiamo fatta, Luca!”

Durante la cerimonia del podio il bolognese esprime tutto il suo rammarico di un week end che ha portato pilota e team allo sfinimento.

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  admin  /    11 maggio 2016  /   News  /   0 Commenti

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