Una pausa estiva abbastanza lunga ha accompagnato i piloti della Nascar Wehelen Euro Series, dal tracciato inglese di Brands Hatch a quello ceco di Most sono trascorsi quasi due mesi. Un lungo periodo che ha concesso a team e piloti il tempo necessario per affinare vetture, preparazione atletica e per concedersi anche del relax. Il tracciato di Most è una pista molto veloce e molto tecnica, un tracciato di 4220 metri che si alterna tra sali scendi e tra curve lente veloci.

Prove Libere: Entrambe le sessioni si sono svolte su pista bagnata, tra sprazzi di sole e acquazzoni; nella prima sessione Veronesi ottimista tenta l’ingresso con le slick in condizioni di pista umida, una scelta corretta visto la durata delle prove libere di 30 minuti. A pochi minuti dal semaforo verde, un acquazzone si abbatte sulla pista, doveroso il rientro al box per il cambio con le rain e Pier che comodamente è in top five. Al termine delle libere chiude al 14esimo tempo dovuto al fatto che i tempi sono stati siglati nella prima parte delle libere quando Veronesi con le slick non stava in pista e la pista era più asciutta. Nella seconda sessione un guasto all’impianto elettrico dell’anti-fog  del parabrezza mette in serie difficoltà il bolognese ma nonostante le precarie condizioni di visibilità è P8.

Qualifiche: Le condizioni meteo si rivelano nuovamente incerte e l’imminente vulnerabilità di tempo tra asciutto e pioggia abbattente non agevola piloti e team. Tutti i piloti entrano con le rain, la pista è bagnata, Veronesi è saldamente nei primi posti poi il tracciato giro dopo giro va ad asciugarsi, un sole incerto si affaccia tra le nuvole e costringe tutti i piloti negli ultimi dieci minuti di qualifica al rientro al box per il cambio gomme. Si parte, tutto da rifare la pista è quasi asciutta ma Veronesi soffre, fa fatica a stare al passo coi primi e soprattutto la sua 27 non sembra non andare, il commento del bolognese via radio è un doccia fredda: “Il motore non spinge, manca potenza”. Veronesi si ritira e chiude 15esimo. Si scoprirà poi nel dopo gare che era un guasto alla candela.

Gara 1: Nel pomeriggio del Sabato si abbatte nuovamente un acquazzone, è pista bagnata! Veronesi parte bene dall’ottava fila e subito al pronti via sferra l’attacco vincente a Gomes, Waden e Linster, un contatto Krasonis e Sokolovskiy sbarra la strada al bolognese che si trova in curva uno arpionato tra le due vetture, stretto a sandwich Veronesi inserisce la retro per sganciarsi, l’auto è completamente distrutta all’anteriore, è ultimo al primo giro. Il bolognese resta concentrato e giro dopo giro aggunta il gruppo degli avversari, inizia l’estenuante rimonta poi un comunicazione che rende il Pier furioso “ Box Box Box drive-through” tutto da rifare! Veronesi sconta il passaggio in corsia box, rivelatosi poi a fine gara una scelta sbagliata da parte dei commissari; è nuovamente ultimo e riparte la rimonta. Giro dopo giro supera a agguanta gli avversari, ha un passo straordinario, al box nessuno gli parla via radio, sta girando sui tempi dei primi tre. La gara vedrà Veronesi agguantare un TOP 10 all’ultimo giro di gara, un risultato incredibile se si pensa alle condizioni della vettura e all’aver siglato il secondo miglior crono di gara.

Gara 2: Alla domenica mattina un pallido sole è presente in pista, le categorie che precedono lo show americano della NASCAR, gareggiando, asciugano il tracciato e lo start della gara è su pista asciutta. Una condizione difficile per piloti e team, soprattutto nel long run che non hanno mai testato in tutto il racing week end. Veronesi parte secondo, è prima fila, mai nella sua carriera di NASCAR è riuscito a partire in questa posizione, un ottimo risultato da parte di un team emergente come Double V Racing e per Pier che gara dopo gara acquisisce la padronanza del mezzo nonostante un anno di stop dal motorsport. Adrenalina e tensione si percepisce negli occhi dei meccanici, Pier in auto è concentrato sa che deve fare una bella partenza. Rossooooo Verde! si parte Pier è affiancato dall’indiano Deohdar ma con buona staccata al limite in curva uno lo tiene a bada è P2 in uscita dalla chicane, ora si deve concentrate solo su Tobia Dauenhauer, il tedesco tenta di allungare e Veronesi non forza il passo è solo il primo giro e le gomme sono fredde. I piloti stanno per terminare il primo giro ma un botto pazzesco coinvolge l’attenzione di tutti, in curva 15 la numero 56 di Deodhar tenta l’attacco a Veronesi, con una manovra al quanto estrema, i due si toccano Pier è in ghiaia, gara finita, il sogno del podio svanisce in un lampo.