È il tracciato Raceway Venray ad ospitare la 9° tappa del campionato europeo Nascar Whelen Euro Series. Come da tradizione nella massima serie americana all’interno del contesto del campionato è d’obbligo l’ovale.

Presente un calo di iscritti rispetto alle tappe precedenti, sedici vetture al via, dovuto al fatto che il muro dell’ovale non perdona e molti piloti hanno optato per eludere la tappa olandese, in quanto è possibile uno scarto di risultato per la classifica finale di campionato.

 

Prove Libere: per Pierluigi si tratta della prima volta sull’ovale di Venray, una pista molto corta, solo 880 metri, mezzo miglio, dove però il minimo errore costa centesimi importanti. La prima mezz’ora di prova vede un tempo nuvoloso e il tracciato non ha molto grip a causa della copiosa pioggia della notte. Le prove libere, di 60 minuti, consentono al bolognese di affinare il set up in vista delle qualifiche, ma a pochi minuti dalla conclusione inizia di nuovo a piovere e Veronesi termina con largo anticipo la sessione a ridosso della top ten con un 11esimo posto a 6 decimi dal primo.

 

Qualifiche: con i suggerimenti di Thomas Ferrando, compagno di squadra, esperto dell’ovale per le recenti esperienze in America, Pierluigi intuisce i punti e soprattutto le linee per far scorrere la vettura. Guidare negli ovali richiede massima concentrazione e precisione. Le vetture entrano nell ovale a stint di 4 vetture alla volta e percorrono 4 giri, al termine di quest’ultimo, altre 4 già schierate e pronte in pit lane fanno ingresso nell’ovale, ciclo che continua per i 30 minuti delle qualifiche. Veronesi, a 3 decimi e 67 millesimi dal pole man, chiude in un ottimo 7° posto.

 

Gara: Le giornate olandesi non perdonano e il tempo rimane oscillante tra nuvoloso e pioggia. La pista, a pochi minuti dalla partenza, risulta ancora bagnata e il direttore di gara decide di far effettuare ai piloti sei giri di extra formation lap, date le condizioni di criticità della pista. È molto rischioso partire con gomme slick su pista bagnata. Lo start del bolognese non è eccellente e questo purtroppo determina la perdita di una posizione sulla numero 46 di Castro. Il ritmo è buono e il gruppo rimane compatto per i primi 15 giri di gara: un serpentone composto da dieci vetture in soli 3 secondi. Ma quanto è competitiva questa Nascar!! A neanche due terzi di gara iniziano i primi doppiati e per Veronesi arriva la doccia fredda: il numero 69 Bleekemolen, già doppiato, non concede strada al bolognese che tenta più volte, per 14 incessanti giri, il sorpasso all’esterno, ma senza riuscire. Questo fa infuriare lo spotter di Veronesi, Oliver, che porta l’attenzione del direttore di gara su questo comportamento antisportivo. Ma il 69 non si sposta: il finlandese Vartianen  e l’italiano Risitano hanno quindi gioco facile a superare Veronesi bloccato da Bleekemolen. La 9° posizione verrà conservata dal bolognese fin sotto la bandiera a scacchi al termine dei 70 giri.

 

Pierluigi Veronesi: “Si tratta per me della prima esperienza su un ovale così prestigioso come quello di Venray. Mi sono reso conto che non è affatto banale correre sugli ovali: la minima differenza di traiettoria può costare molto in termini di gap sul giro e nei casi peggiori il muro. Del resto, come si dice,”the wall always wins”. Abbiamo avuto più gare nell’arco di pochi mesi e adesso ci aspettano due mesi di stop. Serviranno sicuramente al team e a me per fare chiarezza sugli aspetti da migliorare: bisogna assolutamente entrare nella top 5 di campionato.” 

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